ECO Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti. A Giovanni Acampora il premio per Confcommercio: “La transizione ecologica deve essere possibile per tutte le imprese”

Il riconoscimento ritirato dal Presidente Acampora, Membro di Giunta Nazionale Confcommercio con incarico per la Transizione Ecologica e Sostenibilità, per il lavoro svolto con Imprendigreen

Roma, 15 settembre 2026 – Un riconoscimento alla capacità di stimolare e coinvolgere il tessuto imprenditoriale nell’adozione di iniziative concrete a favore della sostenibilità, promuovendo innovazione, responsabilità e valore condiviso.  Ma anche per aver contribuito a trasformare la sostenibilità in una leva strategica di crescita e competitività per le imprese e il territorio. È questa la motivazione con cui, nella prima giornata di ECO – Festival della Mobilità Sostenibile e delle Città Intelligenti, in corso a Roma, è stato assegnato a Confcommercio, nella persona di Giovanni Acampora, il premio conferito dall’Università IULM.

Acampora, Membro di Giunta Nazionale di Confcommercio con incarico per la Transizione Ecologica e Sostenibilità e Presidente di Confcommercio Lazio, Lazio Sud e della Camera di Commercio Frosinone Latina, ha ricevuto il riconoscimento da Nora Annesi, docente IULM, per l’impegno profuso nel coinvolgimento del tessuto imprenditoriale in iniziative concrete a favore della sostenibilità, promuovendo innovazione, responsabilità e valore condiviso.

Un riconoscimento che guarda in particolare all’esperienza di Imprendigreen, il progetto attraverso il quale Confcommercio ha scelto di accompagnare le imprese nel percorso della transizione ecologica. Un percorso che oggi coinvolge oltre 1.300 imprese e che punta a fornire informazioni, competenze e strumenti affinché la sostenibilità possa diventare parte integrante della quotidianità aziendale.

«Desidero innanzitutto ringraziare l’Università IULM per questo importante riconoscimento, che accolgo a nome di Confcommercio con particolare orgoglio. Lo considero un riconoscimento importante non soltanto per Confcommercio, ma per tutte le imprese che in questi anni hanno scelto di mettersi in gioco e di affrontare una delle trasformazioni più profonde che il nostro sistema economico e sociale si trova a vivere. Quando abbiamo dato vita a Imprendigreen, avevamo davanti una domanda molto semplice: come possiamo aiutare concretamente le nostre imprese a diventare più sostenibili? Perché parlare di sostenibilità è relativamente facile. Più difficile è trasformare quei principi in comportamenti, investimenti, scelte quotidiane. E questo è particolarmente vero per le piccole e medie imprese. Un’azienda non diventa sostenibile semplicemente perché glielo chiediamo. Ha bisogno di informazioni, competenze, strumenti, accompagnamento. E soprattutto ha bisogno di sapere che dietro quella trasformazione non ci sono soltanto nuovi obblighi, ma anche nuove possibilità. È questa, in fondo, la ragione per cui è nato Imprendigreen che, ad oggi, conta più di 1.300 imprese. – Ha commentato Acampora nel ritirare il riconoscimento.

Abbiamo cercato di fare quello che una grande organizzazione di rappresentanza deve fare: ascoltare le imprese, comprendere le loro difficoltà e costruire risposte concrete. E abbiamo scoperto qualcosa di molto significativo: le nostre imprese non sono affatto estranee alla sostenibilità. Al contrario, molte hanno già iniziato a cambiare il proprio modo di lavorare, investendo nell’efficienza energetica, nella riduzione degli sprechi, nella gestione dei rifiuti, nell’uso più responsabile delle risorse. Quello che spesso manca non è la volontà. Sono le condizioni per poter fare di più. Per questo crediamo che la transizione ecologica debba essere innanzitutto una transizione possibile. Possibile per una grande azienda, ma anche per un piccolo negozio. Per un albergo, per un ristorante, per un’impresa di servizi, per un professionista. E proprio qui sta, a mio avviso, il valore più importante di Imprendigreen: avere portato la sostenibilità dentro la dimensione quotidiana dell’impresa.

Ma nessuna trasformazione importante può essere realizzata da soli. Ecco perché abbiamo scelto di costruire relazioni con il mondo della ricerca e dell’università, mettendo insieme competenze diverse. Perché siamo convinti che il futuro richieda sempre più collaborazione tra chi rappresenta le imprese, chi produce conoscenza e chi ha la responsabilità di formare le nuove generazioni. Ed è anche per questo che ricevere oggi questo premio dalla IULM ha per noi un valore particolare. Ci ricorda che la sostenibilità non è soltanto una questione ambientale. È anche cultura, innovazione, formazione, comunicazione e capacità di immaginare un modello di sviluppo diverso.

Naturalmente, sappiamo che la strada è ancora lunga. Alle imprese non possiamo chiedere di sostenere da sole il costo della transizione. Servono politiche pubbliche efficaci, incentivi, semplificazione e soprattutto un quadro di regole chiaro e stabile. Ma siamo convinti che la direzione sia quella giusta. E allora vorrei dedicare questo premio innanzitutto alle nostre imprese, a quelle che hanno avuto il coraggio di cambiare, di investire e di sperimentare. E vorrei dedicarlo alle persone di Confcommercio che hanno lavorato e continuano a lavorare ogni giorno perché la sostenibilità non rimanga una dichiarazione di principio, ma diventi una parte concreta della cultura d’impresa. Perché, alla fine, la transizione ecologica non si realizza soltanto attraverso grandi strategie. Si realizza attraverso milioni di piccole scelte. E se riusciremo ad accompagnare le nostre imprese in queste scelte, avremo fatto qualcosa di importante non soltanto per la loro competitività, ma per il futuro del nostro Paese. È un premio che ci rende orgogliosi, ma soprattutto ci ricorda che dobbiamo continuare a fare la nostra parte. Con le imprese. Per le imprese. E per il futuro». – Ha concluso Giovanni Acampora.

Il riconoscimento è arrivato nell’ambito di una giornata dedicata ai grandi temi della mobilità sostenibile e della trasformazione delle città, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico, della ricerca e delle imprese. Al centro del confronto anche le anticipazioni dell’Osservatorio Audimob di Isfort sulle tendenze e le prospettive della mobilità degli italiani. Dai lavori è emersa la necessità di costruire politiche capaci di tenere insieme mobilità, infrastrutture, ambiente e trasformazione urbana, puntando sull’integrazione dei servizi, sulla digitalizzazione e sull’intermodalità.  Particolare attenzione è stata dedicata anche al rapporto tra sostenibilità, formazione e educazione ambientale, con la partecipazione di studenti di alcuni licei romani.

Nel corso della prima giornata, presentata da Nicola Porro e Ludovica Marafini, è stato inoltre assegnato il premio ECO Comunicazione alle giornaliste Alessandra Schepisi di Radio24 e Chiara Giallonardo di RAI Isoradio, per il loro impegno nel raccontare ambiente, mobilità e fruizione lenta e sostenibile del territorio.